bosnia, mostar, herzegovina

GIUGNO  2019 – Viaggio di 4 giorni

Un viaggio storico e culturale da fare con il cuore,  attraverso un paese ancora lontano dal turismo di massa. 

Siamo un bel gruppo formato da circa 30 persone, partiamo all’alba in pullman dalle Dolomiti, lungo il tragitto ci fermiamo in Croazia per il pranzo. Il ristorante è accogliente e si trova nell’entroterra, ma l’aria di mare si sente ugualmente.  Nel primo pomeriggio lasciamo la Croazia e arriviamo alla frontiera con la Bosnia Ed Erzegovina, che superiamo velocemente senza attesa.

Notiamo subito come la Bosnia sia differente dalla Croazia, vediamo pochi pullman, pochi turisti e non c’è traffico. Stiamo per arrivare a Mostar, città simbolo della rinascita della Bosnia Erzegovina  e il suo centro storico è Patrimonio Unesco. Giunti in Hotel ci riposiamo un attivo, la cena viene servita a buffet. Dopo cena decidiamo di fare una passeggiata per vedere lo Stari Most, il ponte vecchio illuminato e scattare qualche fotografia. Lo Stari Most,  ponte ottomano del XVI secolo che attraversa il fiume Naretva per unire le due parti della città che esso divide. Da sempre il ponte di Mostar è il simbolo della rinascita di questa nazione. 

Il ponte venne distrutto dalle forze croato-bosniache nel corso della guerra in Bosnia, la mattina del 9 novembre 1993. Immediatamente venne messo in moto un progetto per la ricostruzione, che cominciò alla fine delle ostilità e terminò il 22 luglio 2004. Stanchi per il lungo viaggio presto rientriamo in Hotel per riposare. 

La mattina seguente ci svegliamo per la colazione, fatta di sapori particolari, un mix tra dolci arabi e torte all’occidentale, dolce e salato che si uniscono creando un mix molto particolare. Dopo colazione iniziamo la visita con la nostra guida locale, Adi, del centro storico di Mostar. Visitiamo la moschea di Koski Mehmed – Pasha e la Casa Turca, dedichiamo un po’ di tempo libero per lo shopping tra i caratteristici mercatini e pranziamo in un ristorante locale assaggiando cevapi (salsicciotti di carne macinata serviti su una piadina locale) e il sirnica (spirali di pasta sfoglia ripieni di formaggio)

Dopo pranzo partiamo per le cascate di Kravice, nascoste in un folto bosco dove l’acqua cade dalle pareti di tufo. Visto il caldo decidiamo di rinfrescarci i piedi e ci rilassiamo nella acque tiepide. 

Verso le 16:00 partiamo per Sarajevo capitale della B. E. situata a circa 550 mt sul livello del mare, città soprannominata  la Gerusalemme d’Europa, dove convivono pacificamente quattro culture e religioni; cattolica, islamica, ebraica e ortodossa. Il nostro Hotel si trova a pochi passi dal centro, Hotel semplice, ma pulito.  Siamo in un territorio turisticamente poco sviluppato, standard e servizi sono inferiori a quelli a cui siamo abituati,….. ma anche questo fa parte del viaggio. Ci viene servita una cena semplice e poi  andiamo a riposarci.

Il terzo giorno è dedicato alla visita della capitale Bosniaca, la nostra guida, Andrea, di origine Italiana ma trasferitasi a Sarajevo dal 1992 è preparatissima e con i suoi racconti riesce a catturare la nostra attenzione e ci porta subito ad assaggiare il famoso caffè turco.

La visita di Sarajevo non può che iniziare dal centro storico chiamato originariamente Bašcaršija (dal turco “baş-çarşı” che significa “mercato principale“), un tempo luogo in cui avveniva il mercato della città. Qui si trovano le antiche moschee, le chiese ortodosse e alcuni monumenti storici di particolare rilievo. Percorriamo i luoghi dove, durante la guerra dei Balcani morirono molti innocenti colpiti dalle granate che arrivavano dai monti che circondano la città. Al centro della piazza ammiriamo la fontana Sebilj, costruita a fine 1900 in stile moresco, simbolo della città spesso presente sulle cartoline e nelle immagini di Sarajevo, specialmente al tramonto quando i piccioni si alzano in volo e la luce è magica. Arriviamo sul luogo dove l’arciduca d’Austria Francesco Ferdinando venne ucciso, questo episodio diede inizio alla Prima Guerra Mondiale. 

Città che suscita emozioni forti e contrastanti che ci spingono a riflettere

L’assedio di Sarajevo, avvenuto durante la guerra in Bosnia ed Erzegovina, è stato il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo, protrattosi dal 5 aprile 1992 al 29 febbraio 1996. Vide scontrarsi le forze del governo bosniaco, che aveva dichiarato l’indipendenza dalla Jugoslavia, contro l’Armata Popolare Jugoslava (JNA) e le forze serbo-bosniache (VRS), che miravano a distruggere il neo-indipendente stato della Bosnia ed Erzegovina e a creare la Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina. Si stima che durante l’assedio le vittime siano state più di 12 000, i feriti oltre 50 000, l’85% dei quali tra i civili. 

Dopo aver visto questi luoghi visitiamo il Tunner della Salvezza, dove facciamo un vero e proprio tour dell’assedio di Sarajevo. L’ingresso si trova su una casa-museo che nel 1993 era di una famiglia che diede il consenso per costruire il tunnel. Appena entrati nel museo, troviamo numerose immagini dei volti delle persone che hanno scavato la galleria su turni di 8 ore al giorno per 6 mesi, mentre nelle sale vediamo le proiezioni e un documentario sul massacro di Prijedor. Le teche conservano le divise e il plastico raffigura l’intera galleria lunga 800 metri, noi riusciamo a percorrere solamente 25 metri del Tunner, in quanto i restanti non sono più agibili

Il Tunnel salvò Sarajevo e attraverso di esso passarono viveri, munizioni, armi, vivi e morti……

Finita la visita al Tunnel torniamo nella via principale di Sarajevo, e rimaniamo in centro per la cena. Io approfitto che visitare alcune librerie a acquistare due libri che cercavo ‘’Sarajevo Mon Amour’’ e ‘’Diario da Sarajevo’’. Rientriamo in Hotel dopo cena e iniziamo a sistemare le valigie per la partenza del giorno dopo.

La mattina successiva siamo pronti a partire per il rientro in Italia, lungo il tragitto visitiamo il Monastero Francescano di Krajjeva Sutjeska che si trova in fondo ad una vallata e che fino a qualche anno fa era gestito da un frate Francescano che durante la guerra si rifiutò di andare via dal convento. Il frate, professore di teologia ci accompagna durante la visita raccontandoci l’esperienza di vita vissuta.

Dopo la visita ripartiamo per il viaggio arriviamo in dogana in tarda mattinata e attendiamo circa un oretta per i controlli di routine,……siamo arrivati in Croazia e sostiamo in un ristorante dove mangiamo dell’ottimo pesce alla griglia. All’ora di cena arriviamo a casa in Italia. 

E’ stato un viaggio bellissimo e impegnativo dal punto di vista emozionale, io, che amo la Bosnia ogni volta vivo emozioni nuove che mi fanno riflettere e, come sempre, non vedo l’ora di ripartire per questa magica terra che ha ancora tanto da raccontare. 

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